BIOGRAFIA
TERRASONORA è un progetto musicale che si propone di attualizzare la tradizione, rientrando quindi nel filone del cosiddetto “niù Folk”, nato negli anni ’90 con il ri-esplodere del folk revival.
I brani dei Terrasonora utilizzano forme e linguaggi musicali tradizionali per raccontare – rigorosamente in dialetto! – storie attuali e alcuni aspetti della società contemporanea (le morti bianche, il conflitto israelo-palestinese, l’immigrazione), ma ciò che connota in modo inequivocabile il sound del gruppo è la fusione tra linguaggi e timbri diversi.
Tutto il concerto è incentrato sui ritmi della tammurriata e della tarantella, la musica è schietta, trasuda energia e sentimento ed è caratterizzata da un melodismo pop che rende piacevole l’impasto timbrico dei molti strumenti impiegati: il suono degli strumenti di origine popolare (tammorra, tamburello, ciaramella, flauti di canna) viene sapientemente mescolato a quello di strumenti che provengono da altre culture (cajon, darabouka, nay) o che rimandano ad altri generi (basso elettrico, tastiere) per realizzare la perfetta sintesi tra le nostre sonorità e le influenze sonore e culturali che storicamente ci sono pervenute attraverso il bacino del Mediterraneo.
Oltre ai brani inediti il repertorio è un piccolo compendio di musica tradizionale del sud Italia (sempre secondo l’idea del gruppo) senza tralasciare poi qualche omaggio ad altri gruppi che hanno segnato in maniera indelebile lo scenario del niù Folk.
La musica dei TERRASONORA diventa così partecipazione e riappropriazione di un mondo che non ci ha mai abbandonato nonostante i blackout generazionali e le periodiche operazioni di rimozione della cultura popolare.
Il gruppo nel corso degli anni ha raccolto continue affermazioni in importanti festival in Italia e all’Estero, collaborando con gli Istituti Italiani di Cultura, Ambasciate Italiane e Delegazioni dell’Unione Europea, nei vari Paesi membri della UE e del Mondo, come: Vancouver, Istanbul, Ankara, Bucarest, Sofia e Lorient.
Attivi concertisticamente dal 2003, il gruppo nel corso degli anni ha raccolto continue affermazioni in importanti festival in Italia e all’Estero, collaborando con gli Istituti Italiani di Cultura, Ambasciate Italiane e Delegazioni dell’Unione Europea, nei vari Paesi membri della UE e del Mondo, come nel caso delle partecipazioni a: Premio Andrea Parodi 2021 – Selargius, Cagliari (Italia), Carditello Festival 2020 – Real Sito di Carditello, San Tammaro (Caserta), Festival Ville Vesuviane 2020 (Villa delle Ginestre, Torre del Greco, Napoli), Mozart Box 2019 (Reggia di Portici, Napoli), Premio Andrea Parodi 2018 – Cagliari (Italia); World Experience Festival 2018 – Bucarest (Romania); Festa della Repubblica, Vancouver (Canada, British Columbia); Rhythm of Europe Street Festival – Istanbul ed Ankara (Turchia); “Festival Interceltique de Lorient” in Bretagna (Francia), “Qui Italia” a Sofia (Bulgaria), “Festitalia” a Bucarest (Romania), Afrakà, “Suonare a Folkest”, “European Folkontest” , “Voci per la Libertà: Una Canzone per Amnesty”, coronate dal grande successo riscosso nel corso dell’edizione 2010 di Musicultura (ex Premio Recanati) a Macerata, nella quale hanno presentato il brano “Guardame”, risultando tra i vincitori di quella edizione.
Nel 2021, vincono il Premio Giuria Internazionale, col brano “Lassame sta”, al Premio Parodi 2021 (Contest World più importante d’Europa).
Parallelamente anche il loro disco di debutto, Core e Tamburo ha ricevuto lusinghiere recensioni sia in Italia (L’Arena di Verona, Folk Bulletin, World Music Magazine, Radio Onda d’Urto, Folknight, lucaferrari.net, Radio Voce Spazio, Demo Radio Rai Uno, Milanodabere.it, etc.) che all’estero (USA, Francia, Portogallo, Belgio, Germania, Spagna), ottenendo, tra l’altro, il BRAVO!! dall’autorevole rivista francese “Trad Magazine”.
“ Si’vo’ Ddio”, dalla sua uscita (Marzo 2012), ha ricevuto altre importanti ed autorevoli recensioni (Il Giornale della Musica, Folk Bulletin, Lineatrad, Il Mattino di Napoli, Blog Foolk, Radio Ara in Lussemburgo, Radio Romania Actualitati in Bucarest).
La biografia del gruppo è inserita nella “ENCICLOPEDIA DEL POPROCK NAPOLETANO da Roberto Murolo alle Posse” – curata da Renato Marengo e Michael Pergolani (edizioni ERI-RAI).
.